Lo scorso dicembre veniva firmato a Torino l’accordo su Mirafiori tra la FIAT e alcuni sindacati (CISL, UIL, UGL, FISMIC). La FIOM, il sindacato più rappresentativo tra i lavoratori metalmeccanici, non firmava per i motivi che sono di seguito presentati nell’appello. Nei giorni seguenti all’intesa si è dispiegato un attacco pesantissimo alla FIOM ad opera dei principali mezzi di informazione e degli opinion makers che vanno oggi per la maggiore. Lo scopo era evidente: isolare la FIOM, descrivendola a volte come il sindacato degli estremisti, altre volte come quello dei conservatori, ed esercitare una ulteriore pressione sui lavoratori e le lavoratrici che giovedì e venerdì saranno chiamati ad esprimersi in un referendum farsa.
Nei giorni successivi all’accordo, come firmatari/e dell’appello sotto riportato, abbiamo avvertito l’esigenza di esprimere pubblicamente il nostro sostegno alla FIOM e alla sua lotta per contrastare i contenuti di un accordo che rischia di essere assunto a nuovo modello per le relazioni industriali in tutto il paese. L’instaurazione di un regime autoritario nei luoghi di lavoro sarebbe un passo indietro gravissimo per la democrazia italiana, una democrazia già sottoposta da anni al processo di logoramento che è sotto gli occhi di tutti. Proprio perché consapevoli di questo significato più generale dell’accordo di Mirafiori, auspichiamo che le pagine dei giornali locali diano il dovuto risalto al nostro appello a sostegno delle ragioni della FIOM, le ragioni che sono alla base dello sciopero dei metalmeccanici del prossimo 28 gennaio.
Il testo dell’appello
“L’accordo di Mirafiori, sul quale a metà gennaio le lavoratrici e i lavoratori FIAT saranno chiamati a pronunciarsi in un referendum palesemente illegittimo, rappresenta un attacco alla democrazia e ai diritti sindacali senza precedenti nella storia dell’Italia repubblicana. Al peggioramento pesantissimo delle condizioni di lavoro in esso contenuto si accompagna un dispositivo lesivo del diritto di sciopero: non ci si potrà opporre ad una subordinazione totale del lavoro al comando unilaterale dell’azienda, pena i provvedimenti disciplinari che scatteranno nei confronti di quanti, organizzazioni sindacali e singoli lavoratori, ardiranno promuovere azioni di lotta. Il diktat di Marchionne distrugge in un colpo solo il contratto collettivo nazionale di lavoro a favore di un modello basato su sindacati e contratti aziendali, cancella il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori ad eleggere liberamente le loro rappresentanze, toglie ogni diritto e ogni agibilità sindacale alle organizzazioni che non saranno legittimate dalla controparte, riconoscendo solo quelle che si dimostreranno servili agli interessi supremi dell’impresa. Non era mai successo che un accordo firmato solo da CISL e UIL servisse anche ad escludere un altro sindacato, nel caso specifico la FIOM che pure resta l’organizzazione con più iscritti tra i metalmeccanici. Quanto successo prima a Pomigliano e poi a Mirafiori è il ridisegno autoritario dell’intero sistema delle relazioni sociali, eversivo tanto di singoli diritti costituzionali, quanto del ruolo che la Costituzione assegna ai diritti del lavoro, alla democrazia e al carattere progressivo del conflitto sociale. Il modello Marchionne non riguarda però solamente gli stabilimenti FIAT, esso investirà i luoghi di lavoro di tutta Italia e quindi anche quelli della nostra provincia. Come ha affermato il ministro Sacconi si tratta di un accordo che “può fare scuola” e che qualunque impresa è invitata ad imitare.
Per le ragioni illustrate nell’appello si invitano tutti i cittadini della nostra provincia ad appoggiare la richiesta di sciopero generale, avanzata dalla FIOM, e a dare il massimo sostegno allo sciopero indetto dalla FIOM per venerdì 28 gennaio e alle iniziative che verranno prese per illustrare alla cittadinanza le ragioni del sindacato dei metalmeccanici”.
I firmatari dell’appello
Come si può vedere scorrendo l’elenco dei firmatari/e si tratta di cittadini/e attivi nel movimento sindacale, nell’associazionismo e nella politica della nostra provincia. Una parte è rappresentata da delegati/e e attivisti sindacali della CGIL, un’altra da esponenti di associazioni che operano in campo culturale (l’ARCI, il centro Rigoberta Menchù, il circolo culturale autogestito Il Forno), nell’ambito delle problematiche ambientali (il Comitato acqua pubblica, l’Intergruppo acque provincia di Sondrio) e della pace (l’Agenzia per la pace, Emergency). Significativa anche l’adesione di alcune figure di rilievo di partiti (Federazione della sinistra, PD, PRC, SEL) e di movimenti politici (Popolo Viola) della sinistra e di alcuni amministratori.
Aquilini Romano, gruppo Emergency
Argirò Renata, RSU Asl
Bera Dorina, RSU CGIL istituto comprensivo Ponte
Bertelli Marina, Popolo Viola Sondrio
Bettolatti Luciana, centro Rigoberta Menchù
Bondio Fabrizio, circolo culturale autogestito Il Forno
Camera Rocco, dir. prov. FLC
Catelotti Silvana, consigliere comunale Berbenno
Catonini Pantaleone, consigliere comunale Sondrio
Cattelini Cinzia, consigliere comunale Sondrio
Cocuzza Nando, dir. prov. FLC
Consonni Giovanna, dir. prov. SEL
Copes Nicola, segreteria Rifondazione Comunista- FdS
Cossi Antonello, dir. prov. FILCTEM
Curti Giovanni, consigliere comunale Grosio
Del Curto Elisabetta, presidente dir. prov. FLC
Del Curto Simone, consigliere comunale Sondrio, presidente Agenzia per la Pace
Di Franco Francesco, dir. prov. SEL
Doria Marco, presidente ARCI Sondrio
Dotti Felice, circolo culturale autogestito Il Forno
Fanoni Bruno, dir. prov. FICTEM
Farina Piero, Intergruppo acque provincia Sondrio
Fistolera Anna, RSU scuola
Friuli Cosimo, dir. prov. FIOM
Gemmi Maurizio, RSU comune di Sondrio
Genini Massimo, dir. prov. FIOM
Ghidoni Greta, dir. prov. FLC; dir. prov. Camera del Lavoro
Giacomelli Fausto, RSU A2A, dir. prov. Camera del Lavoro
Gianasso Franco, collegio dei revisori Camera del Lavoro
Gianoncelli Marco, RSU Rigamonti, dir. prov. FLAI CGIL
Giumelli Guglielmo, sociologo
Gugiatti Attilio, coordinamento Federazione della Sinistra
Gugiatti Marianna, gruppo di acquisto solidale
La Vecchia Salvatore, RSU CGIL, dir. prov. FLC
Libera Massimo, segretario prov. Rifondazione Comunista- FdS
Mansueti Giovanni, dir. prov. FILCTEM
Marini Francesco, Popolo Viola Sondrio
Martelli Giancarlo, dir. prov. SPI CGIL
Martelli Monica, RSU comune di Grosotto
Mazzuchelli Patrizio, Associazione Li Beli Miri
Moroni Agnese, gruppo di acquisto solidale
Nedrotti Stefano, dir. prov. FIOM
Paindelli Luca, coordinamento Federazione della sinistra
Paltrinieri Luciano, segreteria Rifondazione Comunista- FdS
Panighetti Fabio, segretario RSU AOVV, dir. prov. Camera del Lavoro
Pasetti Maurizia, Auser Morbegno
Pattarin Piergiuseppe, dir. prov. Camera del Lavoro
Pera Ermanno, dir. prov. FLAI CGIL
Perego Emanuele, collegio dei revisori FIOM
Piuselli Rosanna, Comitato acqua pubblica
Polinelli Edi, Associazione Li Beli Miri
Protto Claudio, Intergruppo acque provincia Sondrio
Rabbiosi Franco, Comitato acqua pubblica
Recupero Mimmo, dir. prov. FLC CGIL
Rigamonti Laura, RSU AOVV, dir. prov. Camera del Lavoro
Rizzi Paolo, responsabile prov. Giovani Comunisti
Romeri Alba, circolo culturale autogestito Il Forno
Romeri Paolo, coord. prov. SEL
Ruina Carlo, assessore comune di Sondrio
Salacrist Marina, dir. prov. FLC
Sandro Alberto, delegato FIOM; dir. prov. Camera del Lavoro
Sanna Pietrina, RSU INPS, dir. prov. Funzione Pubblica CGIL
Serina Stefania, RSU AOVV, dir. prov. Camera del Lavoro
Sertori Egidio, dir. prov. FILT
Servile Vincenzo, dir. prov. FLC; collegio dei revisori Camera del Lavoro
Simonini Edi, Popolo Viola Sondrio
Simonini Martina, consigliere provinciale PD
Songini Roberta, dir. prov. Camera del Lavoro
Stefanelli Piercarlo, comitato di gestione Agenzia per la pace
Tartarini Federico, RSU Imeva, dir. prov. FIOM
Valesini Nora, consigliere comunale Ponte in Valtellina
Vanetti Enrico, dir. prov. SPI
Altre firme pervenute successivamente
Bellomo Francesco, Pollini Federico, Madè Gianluca, Colombera Fausto, Ghezzi Oreste, Beltramini Lidia, Sansi Erveda, Conca Maria Pia, Gianmaria Toffi, Franco Gugiatti, Pezzucchi Gabriele, Salini Riccardo, Della Bosca Andrea, Pizzini Antonella, Pizzini Stefania, Porta Lina, Erini Lorenzo